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Quando essere “amatori” non basta.

Selezione, consanguineità e miglioramento genetico del dobermann

            Tra le varie ragioni che possono indurre a scegliere un cane di razza, la prevedibilità delle caratteristiche fisiche e comportamentali occupa un ruolo di primaria importanza.
Il processo di domesticazione del cane è cominciato circa 14000 anni fa, nel corso dei millenni l’uomo ha decretato la nascita delle diverse razze favorendo la riproduzione, e, quindi, selezionando, quei soggetti che rispondevano a determinate richieste di tipo utilitaristico: l’attitudine alla caccia, alla guardia, alla conduzione del bestiame. Si è avuta in questo modo la selezione diretta di caratteristiche comportamentali e una selezione generalmente indiretta di caratteristiche morfologiche quali ad esempio la forma dei padiglioni auricolari o la colorazione del mantello.
L’avvento, verso la fine del 1800, dei registri anagrafici (studbooks) ha favorito la stesura di standard morfologici che, però hanno causato in molti casi la perdita di importanza delle attitudini al lavoro.
             L’istituzione preposta al controllo della popolazione canina pura allevata in Italia è l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana. L’Articolo 2 dello Statuto Sociale riporta che:
“L'ENCI è un'associazione di allevatori a carattere tecnico-economico, ha lo scopo di tutelare le razze canine, migliorandone ed incrementandone l'allevamento, nonché disciplinandone e favorendone l'impiego e la valorizzazione ai fini zootecnici, oltre che sportivi….”La regolamentazione per la costituzione di Società Specializzate è descritta nell’articolo 21 dello Statuto che ne cita anche i compiti: “Il Consiglio Direttivo concede il proprio riconoscimento ammettendole a soci con la denominazione di Associazioni Specializzate di razza a quelle Associazioni legalmente costituite tra cinofili proprietari di soggetti iscritti al libro genealogico che si occupano, ai fini del miglioramento genetico delle popolazioni, dello studio, della valorizzazione dell'incremento e dell'utilizzo di una singola razza o di un gruppo di razze similari, affidando loro incarichi di ricerca e di verifica e concordando con esse particolari modalità di interventi, mirati al conseguimento dei programmi che l'Associazione persegue. Le Associazioni Specializzate sono inoltre chiamate a fornire supporti tecnici alla Commissione Tecnica Centrale prevista nel Disciplinare del libro genealogico….”.
La selezione e il miglioramento genetico della razza tutelata diventano quindi le condizioni essenziali per realizzare la mission delle Associazioni Specializzate di razza.

Vengono incontro a questo lavoro di selezione e di miglioramento genetico, le Norme Tecniche dell’Allevamento italiano, che distinguono una riproduzione normale ed una riproduzione selezionata. Tutti i genitori delle cucciolate iscritte sono, quindi, registrati quali riproduttori ordinari o selezionati. Riproduttore selezionato per la razza dobermann è il soggetto iscritto al ROI che ha i seguenti requisiti:

  • Ztp superato con la qualifica 1A o 1B e che, quindi, abbia i sottostanti requisiti di ammissione;
  • b)Brevetto ENCI n2 o Prove di addestramento di valenza superiore superate all’interno dell’AIAD;
  • c)esenzione da patologie oculari certificata da un veterinario abilitato.

Ai fini dell’ammissione alla riproduzione selezionata dei soggetti importati ed iscritti al Registro del libro genealogico sono richiesti gli stessi requisiti di cui sopra.
In caso di monta o fecondazione artificiale di stallone estero, i figli potranno essere iscritti come “nati da genitori selezionati” soltanto se anche per tali stalloni è dimostrato il possesso di analoghi requisiti. I figli di riproduttori selezionati avranno un certificato genealogico differenziato, con la scritta: “Nato da genitori selezionati”

L’ENCI, quindi è un’Associazione di Allevatori ed anche l’AIAD, che per prima ha sperimentato e promosso in Italia la riproduzione selezionata, deve accelerare i propri processi per restare ancora all’avanguardia.
Fino ad oggi il passo più importante, ritenuto giustamente come il necessario fondamento per il progresso nel miglioramento genetico, è la registrazione delle performance e l'identificazione attendibile dei soggetti. Nel nostro ambito, la scelta dei riproduttori a fini selettivi si è finora basata sul concetto che animali con la migliore espressione fenotipica debbano avere anche il miglior genotipo. L'accuratezza di questa stima é stata progressivamente migliorata con il confronto e la scelta di soggetti a rassomiglianza genetica superiore a quella esistente in media dentro la popolazione (Campionato sociale, valutazione delle performance, stima statistico-probabilistica del valore genetico dei riproduttori sulla base di test di progenie derivanti dai dati raccolti durante lo Ztp ed immessi su WinBreed, valutazione dei pedigree, lettura del corretto valore di inbreeding su sette o su dieci generazioni).

Tuttavia oggi non credo si possa più prescindere da una registrazione maggiormente accurata delle performance né da una corretta rilevazione di alcune caratteristiche fenotipiche dei nostri dobermann, fatta sulla base di modelli di rilevazione lineare, oggi ben sperimentati e precisi.
E' ovvio che questi tipi di valutazioni non sono alla portata dell'allevatore medio ma di strutture più complesse (centri di calcolo con personale specializzato), che abbiano mezzi e competenze necessarie alla trattazione dei dati raccolti.

            In questa ottica il programma di selezione dovrà consentire di scegliere i migliori produttori (top) e scartare i peggiori con lo scopo di provare a incrementare la frequenza dei geni favorevoli. Ciò è attuato selezionando gli individui con i più alti valori fenotipici, confidando nel fatto che anche i loro valori riproduttivi siano i migliori e possano essere trasmessi ai loro figli, ottenendo, così, il miglioramento cercato.
La politica di intervento della Società Specializzata deve, quindi, concentrarsi sulla selezione di soggetti sani, avendo sempre come riferimento la popolazione dei soggetti appartenenti alla razza e le caratteristiche di razza descritte nello standard ufficiale. Il miglioramento genetico di una popolazione animale si persegue attraverso la selezione, ovvero la scelta dei riproduttori della prossima generazione.

            Oggi sappiamo che la selezione da specie a specie e da specie a razza avviene per perdita di geni e per aumento della omozigosi, per questo dall’accoppiamento di due cani non nasce mai un gatto e dall’accoppiamento di due dobermann non nasce mai un Greyhound (però talvolta nasce qualcosa che gli assomiglia…).
Bisogna dunque considerare che essendosi persa gran parte del patrimonio genetico originale per la determinazione della specie ed altra grande parte per la definizione della razza,  e poiché il processo di selezione sostanzialmente  ricomprende anche un aumento della omozigosi –non  per effetto dovuto soltanto all’uso della consanguineità- la maggior parte dei geni di un cane moderno è in omozigosi. A questo punto dunque occorre sapere che solo una piccola frazione di geni, è quella che consente all’allevatore il proprio lavoro di selezione e miglioramento genetico e la possibilità di dare, nel bene e nel male, la propria impronta all’allevamento moderno del dobermann. Quando dunque si parla e si misura la consanguineità, o fattore di inbreeding(F) occorre tener presente che tale misura è riferita ad una piccola parte del patrimonio genetico dei nostri dobermann. Va anche chiarito che il fattore di inbreeding(F) non può essere considerato come misura diretta dell’omozigosi perché i due alleli tramandati da diversi antenati potevano già essere funzionalmente identici.

            Al fine di evitare qualsiasi equivoco sul termine consanguineità, desidero chiarire che essa, essendo il risultato di accoppiamenti tra parenti, fa parte dei sistemi di accoppiamento e che, pur essendo vero che il calcolo del coefficiente di consanguineità degli individui(F) è molto utile, esso non é, come riporta qualcuno, " un metodo di selezione" e non serve alla valutazione genetica dei riproduttori, in quanto quest'ultima è condotta con metodi propri ed è una tappa del processo di selezione.
Da quanto fin qui detto, possiamo stabilire che il termine consanguineità é usato in associazione a tre diversi significati e si parla di:

  • consanguineità dell'individuo (o di una popolazione), che è un indice della omozigosità dell'individuo (o della popolazione), misurabile con metodi appropriati attraverso il coefficiente di consanguineità(o di inbreeding) (F) che  varia da 0,… a 1;
  •  consanguineità o inbreeding come sistema di accoppiamento, usato sia come sistema regolare di accoppiamento tra individui con parentela nota, sia nella pratica del linebreeding (accoppiamento entro la linea). Essa è uno dei mezzi del miglioramento genetico e porta a determinati risultati più o meno vantaggiosi. In questo senso la consanguineità può essere considerata un filtro, la cui efficacia, immediata e nel tempo, dipende dall’accortezza e dalle conoscenze specifiche di chi ne determina l’intensità ed il modo.
  • consanguineità tra due soggetti, usata come misura di parentela tra questi, perché si fa riferimento ad uno specifico coefficiente di consanguineità tra individui che è quello di Falconer, diverso da quello del punto 1 e con il quale non deve essere confuso. In quest’ultimo caso il termine consanguineità sarebbe da evitare (meglio parlare di parentela tra individui) per non incorrere in equivoci.

Oggi sappiamo che la consanguineità, di per sé, non possiede nessuna particolare azione malefica o benefica in quanto provoca, con l'omozigosi dei geni, una progressiva purificazione del patrimonio ereditario posseduto dai fondatori della famiglia o della linea.

            Come già detto, nel miglioramento genetico del dobermann il processo di selezione è volto alla scelta degli animali con i più alti valori genetici riproduttivi (valori genetici additivi); esso utilizza le differenze nei valori riproduttivi esistenti tra i vari soggetti esaminati per ceppo o linea.

Le tappe del processo di selezione sono tre:

  • la misura e la trascrizione dei caratteri;
  • la valutazione la genetica dei riproduttori
  • la scelta dei riproduttori

Un programma di selezione può essere così strutturato:

    • definire gli obiettivi di selezione: i caratteri morfologici e comportamentali che devono essere migliorati;
    • organizzare gli schemi di selezione: le modalità di raggiungimento degli obiettivi stabiliti;
    • valutare la disponibilità ed efficacia di strumenti di selezione;
    • verificare l’andamento dei programmi di selezione.

La selezione risulta più semplice, quando ad essere selezionato è un solo carattere (es: altezza al garrese), ma l’allevamento del cane di razza comporta invece la selezione per più caratteri che coinvolgono sia la morfologia del soggetto che le sue caratteristiche attitudinali e comportamentali; risulta quindi molto importante sia definire i caratteri da selezionare sia individuare la via per raggiungere gli obiettivi che si sono stabiliti.
Dopo lo studio e la verifica degli obiettivi di selezione bisogna definire la strategia per raggiungerli.
Questo è lo schema di selezione: definire quali saranno i riproduttori della futura generazione.
Da un punto di vista genetico l’obiettivo della selezione è spostare la media della popolazione e non produrre solo qualche soggetto fuoriclasse.
I fuoriclasse, infatti, nascono da una riproduzione molto selezionata e sono tali soltanto se risultano anche miglioratori genetici nella media dei loro figli rispetto alla popolazione di riferimento. Tenendo sempre presente che ogni individuo trasmette ai propri figli un campione di metà dei suoi geni e che, per gli effetti additivi dei geni, essi rappresentano l'abilità o capacita di trasmettere(Transmitting Ability) o ETAi (Estimating Transmitting Ability) dell'individuo che è uguale alla metà del suo valore riproduttivo.

Strettamente legato al concetto di selezione è quello dell’intensità di selezione, ovvero l’indice di quanto è limitata la scelta dei riproduttori. Se, infatti, si decide di considerare come riproduttori il miglior 20% della popolazione è intuitivo aspettarsi, nell’ambito dei figli di quel 20% di riproduttori, un maggior progresso che non scegliendo il miglior 60% della popolazione. Bisogna fare attenzione, però a pericolosi colli di bottiglia genetici che potrebbero portare alla perdita di caratteri e all’impoverimento genetico della razza(elevata consanguineità).
 
            Dopo aver messo a punto gli obiettivi e i programmi di selezione, e resi disponibili gli strumenti per conseguire tali obiettivi occorre una verifica dell’efficacia di tali programmi e dei risultati conseguiti grazie a questi. Il fine della verifica è dunque quello di valutare se ci si sta muovendo nella direzione voluta e a quale velocità.
Al fine di poter applicare un programma di selezione è indispensabile avere a disposizione delle informazioni specifiche sulla popolazione oggetto di intervento. La conoscenza accurata della razza e dei diversi caratteri morfologici e comportamentali che in essa si vogliono selezionare, stanno alla base di qualsiasi piano di selezione. Anche la conoscenza delle correlazioni genetiche intercorrenti tra i diversi caratteri e l’ereditabilità degli stessi vanno accuratamente studiati.

            I fattori fisiologici determinanti per tutti i programmi di selezione sono costituiti da: ereditabilità, variabilità, e correlazione genetica.
Le componenti basi degli obiettivi di selezione possono essere riassunti in: salute, attitudine al lavoro, comportamento, tipo-morfologia, benessere.
Gli obiettivi di selezione possono riguardare la velocità di apprendimento, l’eliminazione di una patologia genetica o migliorare determinate caratteristiche somatiche.
Riassumendo quindi bisogna decidere quali caratteri si vogliono conservare e quali evidenziare nelle nuove generazioni.

            Le modalità di trasmissione dei caratteri determina la facilità con cui un obiettivo di selezione può essere raggiunto. La risposta alla selezione può essere rapida con caratteri qualitativi codificati da un solo gene come il colore del mantello, o richiedere più generazioni come nel caso di caratteri quantitativi, codificati cioè da più geni e dipendenti in proporzione variabile dall’ambiente (es. displasia dell’anca).
L’indirizzo di allevamento determinato attraverso gli obiettivi di selezione deve essere sempre orientato all’interesse della popolazione più che a quello di pochi soggetti. La salute è il primo degli obiettivi di selezione sopra menzionati; l’importanza di selezionare soggetti sani deve tenere conto della comparsa di problemi legati alla tendenza all’esagerazione di caratteristiche morfologiche descritte nello standard di razza (ipertipo).

            Le patologie genetiche che causano la morte del soggetto affetto, sofferenza, o quelle che non risultano trattabili dovrebbero avere un’attenzione particolare nei piani di eradicazione delle patologie genetiche. Uno degli obiettivi primari è diminuire il numero di cuccioli nati affetti da patologia. La disponibilità di test per l’identificazione precoce dei cani affetti e portatori facilita la gestione della patologia genetica, anche se è importante conoscere sempre l’accuratezza degli stessi.
 Un concetto di fondamentale importanza è che le mutazioni e i disordini genetici sono intimamente legati alla vita e saranno sempre presenti con vario grado. Gli organismi viventi, siano essi piante o animali, sono caratterizzati da un elevatissimo numero di geni che contribuiscono alla vita e favoriscono l’adattamento e la sopravvivenza delle specie, ma anche geni negativi o anche letali.
           
            Al fine di raggiungere l’uniformità fenotipica si è fatto e si fa ricorso alla selezione in consanguineità ovvero all’accoppiamento di animali tra loro parenti. Il risultato di questo metodo può essere molto negativo se applicato senza la dovuta preparazione a popolazioni chiuse (razze canine con registri chiusi), si assiste, infatti, ad una perdita di materiale genetico e di conseguenza di variabilità genetica su cui sia possibile studiare piani di selezione. Il pericolo maggiore è che aumenta la probabilità che geni negativi presenti nei genitori si manifestino nella discendenza per effetto della riduzione della variabilità genetica. La tendenza è che in una determinata razza il numero dei disordini diminuisce, ma la loro frequenza aumenta, è anche possibile che il disordine genetico e il suo grado diventino più o meno razza-specifici. Poiché l’approccio al problema varia in base alla razza presa in esame, la centralità della Società Specializzata nello studio e nella formulazione dei piani di allevamento risulta evidente. Una selezione limitata a pochi caratteri può portare ad una negativa riduzione delle risorse genetiche della popolazione (razza).

Gli effetti deleteri della consanguineità sono noti universalmente e riassumibili brevemente nell'incremento della frequenza di tutti i difetti genetici e delle anormalità che sono dovute a geni recessivi e nell'aumento della depressione da consanguineità riguardo ai caratteri quantitativi e in particolare riguardo a quelli propri dell'adattamento (sfera riproduttiva, resistenza alle malattie, longevità, ecc.).
A fini pratici, si riportano i livelli considerati pericolosi per il coefficiente di consanguineità degli animali da allevamento da alcuni illustri studiosi. Sulla base dei risultati di esperimenti condotti da diversi ricercatori su diverse specie di animali, nei quali la consanguineità (accoppiamenti tra parenti), era indotta con diversa intensità e per diverse generazioni, fu visto che gli effetti deleteri cominciano a manifestarsi, quando era raggiunto il valore di F=0,375 (Van Vleck et Al. 1987).  Per quegli studiosi valori inferiori a questo non sono da considerare pericolosi. Il valore pari al 37,5% di consanguineità può essere raggiunto anche in due generazioni di accoppiamenti tra fratelli pieni. E' per questo che, come misura di prevenzione per gli effetti deleteri della consanguineità, è consigliato di evitare accoppiamenti tra parenti stretti, nella fattispecie, fratelli pieni e genitore-figlio. Per Robinson (1990), invece, non sono da considerare pericolosi valori inferiori a 0,5.
A questo proposito c'è da fare una breve considerazione su un avvertimento che è fatto da Bell(1993), il quale enfatizza la necessità di procedere alla misura del coefficiente di consanguineità oltre la 5a generazione (almeno, fino alla 10a), per via del così detto back­ground inbreeding,che è la quota di inbreeding che si accumula in queste generazioni.         
I controlli fenotipici hanno un ruolo chiave nella valutazione degli obiettivi di selezione e devono coprire i campi di: morfologia, caratteristiche comportamentali e attitudine al lavoro.

Morfologia e Tipo

Lo standard di razza descrive le caratteristiche ideali che un soggetto appartenete ad una determinata razza deve possedere(il tipo); il compito degli allevatori è quello di avvicinarsi il più possibile con i soggetti prodotti a questo ideale.
La ricerca del tipo corretto deve essere uno degli obiettivi principali da perseguire negli obiettivi di selezione dei club di razza. Lo scopo non è solo quello di conservare la razza ma anche quello di migliorarla, non vi è nulla di sbagliato nel cercare di migliorare le caratteristiche morfologiche di una razza, questo processo richiede però le dovute precauzioni.
La tendenza verso l’ipertipizzazione delle caratteristiche morfologiche può essere negativa non solo per il soggetto che le possiede ma per la razza considerata nell’accezione genetica di popolazione.
Bisogna innanzi tutto evitare l’ipertipo, in quei caratteri che possono condizionare la fisiologia del soggetto: la ricerca di caratteristiche sempre più esasperate può portare, come è già avvenuto in alcune razze, al raggiungimento  dei limiti minimi che assicurano salute e benessere e in alcuni casi, questi limiti sono anche stati superati ( es: razze in cui la fecondazione strumentale o il parto con taglio cesareo sono prassi comune, razze in cui l’abbondanza del mantello limita gravemente i movimenti o impedisce la vista, razze in cui la particolare conformazione del muso impedisce la respirazione).
Anche la limitazione dell’allevamento a poche linee di sangue al fine di raggiungere un determinato tipo può risultare pericolosa per la popolazione-razza, quando la fissazione dei caratteri morfologici è ottenuta con uno sconsiderato uso della consanguineità.

Caratteristiche comportamentali:

La selezione delle razze canine ha portato alla fissazione di tratti comportamentali specifici che, insieme alle caratteristiche morfologiche tipiche, differenziano il cane domestico nelle diverse razze. Le caratteristiche comportamentali non sono di minore importanza rispetto a quelle morfologiche nella tipicità di una razza. Le caratteristiche razza-specifiche devono essere considerate essenziali durante la formulazione dei piani di selezione.
La corretta e attenta valutazione delle caratteristiche comportamentali tipiche può contribuire a limitare intollerabili deviazioni del comportamento quali ad esempio gli spiacevoli incidenti spesso riportati nei quotidiani.
Gli obiettivi di selezione sviluppati in campo comportamentale non possono prescindere dallo studio approfondito degli schemi comportamentali per cui si vuole selezionare al fine di valutare il grado di ereditabilità di una determinata caratteristica, le differenze esistenti tra le varie razze nella espressione di un determinato tratto (una valutazione precisa del soggetto richiede una conoscenza specifica della razza), le relazioni intercorrenti tra le diverse caratteristiche comportamentali, quando presenti. Le ricerche svolte su questi argomenti non sono molto estese ed è importante sottolineare lo stretto legame tra ereditabilità del carattere e popolazione su cui è stato valutato.

Attitudine al lavoro:

Il genere umano ha intuito durante il processo di domesticazione che il cane poteva ricoprire diversi compiti: il cane poteva aiutare durante una battuta di caccia, poteva difendere il territorio dall’intrusione di sconosciuti animali od umani oppure poteva difendere il proprio padrone o il bestiame, o anche condurlo. La selezione per questi differenti ruoli è ha favorito la differenziazione della popolazione di Canis familiaris in diversi gruppi.
Le attitudini ad un determinato tipo di lavoro hanno portato a far riprodurre quei soggetti che possedevano determinati comportamenti, sono così state selezionate delle sottopopolazioni caratterizzate da un particolare modo di lavorare, per le capacità che dimostravano nel massimizzare l’espressione di determinati comportamenti e nel limitare la manifestazione di altri comportamenti.
La differenziazione della popolazione in base alle diverse attitudini lavorative ha costituito la prima suddivisione in ‘razze’. Questa prima suddivisione ha fornito il materiale genetico su cui poi si è sviluppata la moderna selezione delle razze canine. E’ possibile quindi affermare che le razze moderne derivino dai primitivi cani da lavoro.
L’obiettivo di selezione per le attitudini al lavoro ha per lungo tempo costituito il punto cruciale dell’allevamento insieme alla ricerca dell’armonia dell’insieme; ha tuttavia perso importanza nel momento in cui la selezione ha favorito solo le caratteristiche morfologiche limitando, in diversa misura, la possibilità di trasmettere le caratteristiche attitudini di molte razze.

L’impiego dei cani in gare di lavoro permette di valutare i soggetti per le loro caratteristiche attitudinali, mancando il confronto sportivo sulle caratteristiche lavorative l’individuazione dei soggetti migliori per questi tratti comportamentali risulta praticamente impossibile.
Le attitudini al lavoro delle diverse razze passano spesso in secondo piano in quanto meno legate alla conformazione del soggetto che risulta facilmente percepibile (anche ai meno esperti) e quantificabile. In alcune razze, questa dicotomia ha portato alla selezione di linee di lavoro e linee di bellezza. Nella razza dobermann i controlli fenotipici prendono in considerazione gli aspetti attitudinali e comportamentali oltre che morfologici: questo rende la selezione più accurata e completa.

Benessere

La valutazione del benessere è legata al sistema di allevamento dei soggetti, ovvero come gli stessi sono tenuti e dove sono alloggiati. Alcuni Kennel Club effettuano regolari controlli per valutari il benessere degli animali allevati in allevamenti da loro riconosciuti. Oltre al concetto di housing e management anche la frequenza con cui sono fatti riprodurre i soggetti deve essere presa in considerazione.
 I club di razza e gli allevatori hanno la responsabilità di fornire gli indirizzi di allevamento indicando quali devono essere gli obiettivi da perseguire attraverso la selezione. L’efficacia dei provvedimenti presi in favore della razza tutelata è tanto maggiore quanto più alta è la percentuale di allevatori che aderiscono alle iniziative del Club.
Le controlli fenotipici non devono essere intesi come riguardanti esclusivamente il soggetto in questione, bensì come potenti strumenti per la valutazione dello stato della razza nel suo insieme.
La tutela della razza diventa quindi lo studio e il miglioramento genetico di una popolazione caratterizzata da determinati tratti comportamentali e morfologici. L’evoluzione della ricerca genetica e l’esperienza maturata nelle selezione di altri animali di interesse zootecnico sta conducendo ad una selezione dei riproduttori su basi genotipiche e non solo fenotipiche.
La presenza di test genetici per il controllo di alcune patologie risulta molto importante, purtroppo il numero di patologie ereditarie valutabili con test genetici è ancora limitato; per gli altri disordini la selezione si deve basare su valutazioni fenotipiche sia del soggetto che dei parenti dello stesso.
La via più importante attraverso la quale le Società Specializzate e gli allevatori possono influenzare l’assetto genetico della razza allevata è la selezione. L’effetto che il processo selettivo può avere dipende dall’intensità di selezione applicata in favore o al fine di eliminare un determinato carattere e nondimeno la natura genetica del tratto considerato; l’indice di ereditabilità dei caratteri è di primaria importanza. La selezione per caratteri codificati da più geni su cui è possibile avere un effetto ambientale(caratteri quantitativi), non solo dipende, infatti, da quanto è elevata l’intensità di selezione, ovvero quanto si è esigenti nella scelta dei riproduttori, ma soprattutto dall’ereditabilità del carattere selezionato. Se infatti l’intensità di selezione o l’ereditabilità del tratto è bassa, allora il progresso sarà minimo.
La grande importanza zootecnica degli indirizzi di allevamento è tale in quanto la scelta di far riprodurre determinati soggetti eliminando dalla riproduzione gli altri suddivide la popolazione in due gruppi, in base alle frequenze geniche. I riproduttori dovrebbero possedere un corredo genetico migliore per i caratteri per cui si vuole selezionare rispetto al gruppo dei soggetti non considerati adatti alla riproduzione. Il livello di successo nelle operazioni di selezione dipenderà direttamente dalla capacità di effettuare la scelta del gruppo di riproduttori, ovvero quanto le caratteristiche di razza sono conosciute e correttamente valutate (controlli fenotipici e genotipici), al fine di scegliere il soggetto giusto.

           
            La valutazione delle caratteristiche di tipo, attitudine e carattere possono essere considerate i performance test della specie canina. Questi permettono la valutazione del soggetto sia in base alle caratteristiche morfologiche che attitudinali. Il livello di funzionalità dei controlli fenotipici dipende da due fattori: l’accuratezza della valutazione e l’ereditabilità del carattere valutato.
La valutazione dell’ereditabilità dei caratteri in cinotecnia è ancora limitata, ma dallo studio dei coefficienti di ereditabilità avvenuto per altre specie animali è possibile affermare che tratti che coinvolgono il peso, l’altezza, il tipo possono avere ereditabilità medio-alte, mentre le caratteristiche riproduttive hanno dei valori di ereditabilità bassi. I tratti comportamentali e attitudinali possono avere una ereditabilità più o meno bassa in base al carattere in questione.
Quando la scelta dei riproduttori è effettuata in base ai risultati dei discendenti piuttosto che su quelli del riproduttore stesso si parla di progeny test.
La corretta valutazione attraverso progeny test deve essere effettuata ad esempio accoppiando il maschio che si vuole valutare ad un gruppo di femmine di vario livello campionate a caso, quindi esaminare un numero elevato di discendenti allevati in ambienti quanto più diversi possibile. Rispettando le condizioni sopra descritte è possibile avere una stima corretta del valore del riproduttore considerato.

Pierluigi Pezzano

 

 

Bibliografia

  • Robero Lotta : Elementi di Genetica del cane Edizioni Università di Pisa ottobre 2005
  • Roberto Lotta: Elementi di miglioramento genetico in cinologia. Edizioni Università di Pisa
  • Norme Tecniche Libro Genealogico Del Cane Di Razza D M 21203 – 8 marzo 2005
  • AA.VV. 2001, Central Breeding Policy of the Dutch Kennel Club (DKC).pp 1-17.
  • Bell, J.S., 1999. Developing a healthy breeding program. 1999 AKC National Parent Club Canine Health Conference.
  • Oberbauer, A.M., Sampson, J., 2001. Pedigree Analysis, Genotype Testing and Genetic Counselling, in The genetic of the dog, Ruvinsky, A & Sampson, J ed.. CABI Publishing, Wallingford, Oxon, UK. pp 461-485.
  • Rozzi, P., 1993. Introduzione alla Selezione, in Quaderni Frisona, Associazione Nazionale allevatori di Razza Frisona. Cremona. Italia.
  • Svartberg, K., Forkman, B., 2002. Personality traits in the domestic dog (Canis familiaris); Applied Animal Behaviour Science, 79, 133-155.
  • Willis, M.B., 1995. Genetic aspect of dog behaviour with particular reference to working ability, in The domestic dog its evolution, behaviour and interaction with people.Edited by James Serpell. Cambridge University Press, Cambridge, UK. pp. 51-64.
  • Willis, M.B., 1989. Genetics of the dog. Howell Book House, New York, U.S.A. pp 63-101.

 

When to be “lovers” isn't Enough.
Selection, inbreeding and genetic improvement of the dobermann
                                                                                 

            Among the several reasons that can induce to choose a pure-bred dog, the possibility to foresee his physical and behavioural characteristics occupies a role of primary importance. The process of taming dogs began about 14000 years ago; in the course of time the man decreed the birth of the various different breeds by fostering the reproduction, and therefore selecting, of those types suitable for some determinate needs: the attitude towards hunting, guard or controlling cattle. This brought to a direct selection of behavioural characteristics and to an indirect selection of some morphological characteristics, such as the shape of the outer ears or the colour of the coat.
At the end of the nineteenth century, the advent of official registers (studbooks) supported the drawing up of morphological standards that however, in many cases, caused the loss of importance of working attitudes.

In Italy, the institution that has the purpose to control the pure bred canine population is the ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana).
Article 2 of the Social Statute states: “The ENCI is a breeders association with economic and technical aspects, aiming at protecting canine breeds by improving and increasing the breeding, as well as regulating and promoting their utilization and value for zoo technical purposes besides sports…” The regulation concerning the constitution of Specialized Societies is described by article 21 of the Social Statute, that also explains its duties: “The board of the ENCI admits as its members with the name of Breed Specialized Associations and gives its own recognition to  those Associations that are legally constituted by owners of dogs registered on the genealogical book,  who take care for the population genetic improvement,  the study, the value of the increment and the employment of a single breed or of a group of similar breeds, entrusting them with research and verification tasks and making agree with them about  particular forms of intervention aimed to attain the programs pursued by the Association. The Specialized Associations are also asked to give technical supports to the Central Technical Commission stated by the disciplining guide of the genealogical book…”
In this way, the selection and the genetic improvement of the breed become the essential conditions to realize the mission of Breed Specialized Associations.

The Technical Rules of the Italian Breed help this work of selection and genetic improvement and distinguish between normal reproduction and selected reproduction. So all the parents of the inscribed litters are registered as ordinary or selected sires. As far as the dobermann breed is concerned, a selected sire is the one who is inscribed on the ROI and has the following requisites:

  • Ztp attained with qualification 1A or 1B;
  • Certificate ENCI 2 or SCHH or IPO organized by AIAD ;
  • Exemption form eye diseases stated by a certified veterinarian.

 

These requisites are also required for those dogs that are imported and inscribed on the Registro del libro genealogico in order to be admitted to selected reproduction. In the event of mate or artificial insemination by a foreign stud, the sons will be inscribed as “be born of selected parents” only if the parents own the same requisites. The sons of selected parents will have a different genealogical certificate with the writing “be born of selected parents”. 

The ENCI is a Breeders’ Association and it’s also AIAD, the first one to experiment and to promote selected reproduction in Italy, so it has to accelerate its processes to keep in the vanguard.
 Till now the most important step, rightly considered the foundation of the progress in genetic improvement, is the registration of dogs’ performance and certain identification. In our field, the choice of sires to be selected has been based on the concept that animals with the best phenotype look have also the best genotype. The accuracy of this assessment has been gradually improved by comparing and choosing dogs with a genetic likeness superior to the medium of the population (Social Championship, evaluation of performances, statistical-probabilistic evaluation of the genetic quality (worth) of sires according to offspring tests resulting from Ztp data and stored by WinBreed, evaluation of the pedigree, correct determination of the inbreeding read on seven or ten generations).

However I believe that, today, we cannot put aside from a more accurate registration of performances not even from a correct consideration for some phenotypic characteristics of our dobermanns, based on precise and tested models of linear measurement. Obviously these evaluations are out of range of medium breeders but of more structured organizations (specialised centres) able to store and use the data.

            In this view the selection program will allow us to choose the best sires (top) and to reject the worst ones, with the purpose of trying to improve the frequency of favourable genes. 
This can be realized by selecting the ones with the highest phenotypic qualities, in the belief that their best qualities can be passed on to their sons, obtaining, at last, the sought for improvement.
The policy of the Specialized Association has to concentrate on selecting healthy types, always referring to the population belonging to the breed and to the characteristics of the breed described on the official standard. The genetic improvement of an animal population is pursued by selection that is the choice of the next generation sires.

            Nowadays we know that the selection from species to species and from species to breed passes because of a loss of genes and of an increase of the homozygosis; this is the reason why a mating between two dogs cannot produce a cat and a mating between two dobermanns cannot produce a greyhound (even if sometimes something looking like comes out…).
So we must consider that, since a great part of the original genetic heritage has been lost in the characterisation of the species and another great part to define the breed, since the process of selection substantially implies an homozygosis increment – not only because of inbreeding –, a modern dog’s genes are for the most in homozygosis. Now we need to know that only a little fraction of genes allows the breeder to carry out selection and genetic improvement and to give his own imprint on dobermann’s modern breed. So when we talk about inbreeding, or factor of inbreeding (F), and we measure it, we must bear in  mind that that measure is referred to a little part of our dobermann’s’ genetic heritage. We must also make it clear that the factor of inbreeding (F) cannot be considered as a direct consequence of the homozygosis because the two alleles passed on by different ancestors could have already been functionally identical.

            In order to avoid any misunderstandings about the word inbreeding, I want to clarify that, since it is the result of mating in the same family, it is part of mating systems and that even if it’s very useful the calculus of inbreeding (F), this last is not, as someone says, “a method for selection” and it’s useless at the genetic evaluation of sires, that is carried out according to proper scientific          methods. It is a step in the process of selection.  
Therefore, we can state that the word “inbreeding” I used in association with three different meanings, that’s to say:

  1. inbreeding of the individual (or of a population), it’s an index of the individual’s homozygosis (or of the population) that can be measured by proper methods using the inbreeding coefficient (or inbreeding) (F) and that goes from 0 ... to 1.
  2. inbreeding as a mating system, used both as a regular mating system between individuals with known family relationship, and in the practice of linebreeding (mating inside the line). It’s one of the instruments for genetic improvement and gives more or less advantageous results. In this way inbreeding can be considered a filter whose efficacy, in the immediate or in the course of time, depends on the accuracy and on the specific knowledge  of the one who determines its intensity and way.
  3. inbreeding between two individuals, used as a measure of their family relationship, since it’s referred to a specific coefficient of inbreeding called Falconer, different form the one described on point 1) and with which it must not be confused.
    We’d better avoid this term (and use “family relationship) in order to keep misunderstandings  away.

Nowadays we know that inbreeding, in itself, hasn’t any particular negative or positive action since, with (o by?) genes homozygosis,  it brings to a progressive purification of the genetic inheritance owned by the family or the line founders.

As I have already said, in the genetic improvement of dobermann the process of selection is oriented towards the choice of animals with the highest genetic reproduction factors (additive genetic factors); it employs  the existing differences in reproduction factors between the various dogs examined for ancestry or blood line.
There are three steps in the selection process:

  • the measure and the registration of the characteristics
  • the genetic evaluation of the sires
  • the choice of the sires

A selection program can be arranged as following:

  • set the objectives of selection: the morphological and behavioural characteristics that must be improved;
  • organize the selection outlines: the way of meeting the objectives;
  • consider the availability and the effectiveness of the instruments of selection;
  • verify the course of selection programs

The selection is easier when it’s a single character to be selected (for instance: withers height) but, on the other hand,  the breeding of pure-bred dogs needs to select more characteristics that involve both the type’s morphology and his attitudinal and behavioural aspects. So it’s very important to define the characteristics why to select and even  to determine the right way to achieve the fixed objectives.
After having studied and verified the objectives of the selection, we need to plan the strategy in order to achieve them.
This is the selection outline: to define which will be the sires of the future generation.
From a genetic point of view,  the  selection should aim at moving the average of the population and not only at producing just some outstanding elements.
In fact, the outstanding elements grow out of a very selected reproduction and such they are only if they are able to show signs of genetic improvement in their sons on average compared with the relative population.
Always keeping in mind that everyone passes on to his sons a half of his own genes and that, because of the additive effects of genes, they represent the ability or capability of the single one to transmit (Transmitting Ability) or ETA (Estimating Transmitting Ability) that is equal to the half of his reproductive factor.

The concept of selection is strictly connected with that one of intensity of selection, that’s to say the index that shows how much the choice of sires is limited; in fact, if we decide to consider as sires the best 20% of the population it’s intuitive to expect, among them, a greater progress rather than having considered the best 60% of the population.
Anyway we must pay attention to some dangerous genetic bottle-necks that can cause the loss of characteristics and the genetic impoverishment of the breed (high inbreeding).

             Therefore, after having set the objectives and the programs of selection and made the necessary instruments available, we need to check the effectiveness of these programs and the results that have been produced by them. All that to make us sure that we are going in the right direction and at which speed.
In order to be able to apply a selection program we need a source of specific information on the population we are interested in. A wide knowledge of the breed and the different morphological and behavioural characteristics we want to select provides a solid foundation for any plan of selection. Even the genetic correlations of  the different characteristics with the possibility to inherit them must be carefully studied.

In every program of selection, the physiological determining factors are: possible inheritance, variability and genetic correlation.
The basis of the objectives of selection can be summed up in a few words: health, attitude to work, behaviour, type - morphology, well-being.
The objectives of selection can concern the rapidity of learning, the elimination of a genetic pathology or the improvement of some somatic characteristics.
In sum, we must decide which characteristics we want to keep and which ones we want to give prominence in the new generations.

            The way in which characteristics are passed determines how easily we can achieve our objectives of selection. The answer to selection can be quick with qualitative characteristics coded for by a single gene, such as the colour of the coat, or it can require many generations, for instance in case of quantitative characteristics coded for by several genes and depending in proportion to the environment (for instance HD).
The aim of breeding determined by the objectives of selection must be always directed towards the interest of the whole population rather that of a few elements. Health is the first objective among those above; the importance of selecting healthy types has to consider the come up of problems connected with a tendency to exaggerate the morphological characteristics described by the breed standard (hypertype).

While planning the eradication of genetic pathologies, we should pay a particular attention to those  genetic pathologies that cause death to those suffering from, or that cannot be controlled. One of the primary aims is to reduce the number of puppies affected by pathology since their birth. The availability of tests to identify precociously those dogs affected by pathology and carriers can make the management of the genetic pathology easier, even if it’s very important to know always their accuracy. 
An important  basic concept is that mutations and genetic disorders are strictly bound to life and will be always present to various degrees. All living organisms, plants or animals, are characterized by a high number of genes that contribute to life and help the adaptation and the survival of species, but also by a number of negative and even lethal genes.

            To obtain the phenotype uniformity we employ inbreeding selection, that’s to say  a mating between animals in blood relationship. The result of this method can be very negative when  applied to closed population without the right preparation and the right criteria (dog breeds with  closed registers). We can have, in fact, a loss of genetic material and of genetic variability  useful for studying selection plans. The danger is that there is a high  probability that negative genes can be passed on from parents because of reduction of genetic variability.
The trend is that in a particular breed the number of disorders decreases while the frequency increases; it also maybe that the genetic disorder and its degree become, more or less peculiar of the breed itself. Since the approach to the problem depends on the breed that is being considered, it’s evident the centrality of the Specialized Society about the study and the formulation of breeding plans. A selection limited to few characters can bring to a negative reduction of the genetic resources of the breed.

The deleterious effects of inbreeding are known all over the world and can be shortly summarized as the increasing of the frequency of all the genetic defects and the abnormalities due to recessive genes and as the increasing of the inbreeding depression of quantitative characteristics, in particular of those connected with adaptability (reproduction sphere, illness endurance, longevity...).

For all practical purposes, here are the levels considered dangerous for the coefficient of inbreeding of breeding animals by some famous experts. According to the results of some experiments by different researchers on various animal species, in which inbreeding (relationship by birth in the same family) had been induced with a different intensity and for several generations, it was realized that the deleterious effects began to appear at the value of Fa=0,375 (Van Vleck et Al., 1987). Those experts affirm that lower values than this are not to be considered dangerous.
A value like 37,5% of inbreeding can be reached also in two generations of mating between close brothers. This is why, to prevent the deleterious effects  of inbreeding, it would be better to avoid mating between close relatives, in this case, between close brothers and parent – son. According to Robinson (1990), on the contrary, values lower than 0,5 are not be considered dangerous.
In this regard we have to pay attention to what Bell (1993) said about the need to go on to the measure of the coefficient of inbreeding beyond the 5th generation (till the tenth, at least) because of the so called  background inbreeding, that is the quota of inbreeding that accumulates in these generations.
 
            The phenotype controls have a key role in the valuation of selection objectives and must cover these areas: morphology, behavioural characteristics and attitude to work.

Morphology and Type

The dobermann standard of the breed deals with the ideal characteristics an element belonging to a certain breed should have (type); it’s up to breeders  to produce dogs as much as possible similar to this ideal type. One of the main objectives of clubs in breed selection is the pursuit of the correct type. The aim is not only to keep the breed but also to improve it; there’s nothing wrong in trying to improve the morphological characteristics of a breed but this process requires the necessary precautions.
A trend to exaggerate the morphological characteristics (hypertype) can be negative not only for the single one  who is in that condition but for the whole breed if considered in its genetic meaning.
First of all we must avoid the hypertype in those characteristics that can influence the physiology of the animal: the search for  exaggerate characteristics, especially in particular breeds, can bring to the limits that secure health and well being and sometimes these limits have also been got over (for instance: breeds that usually make use of artificial insemination or Caesarean operation, breeds with plenty and shaggy coat which seriously reduces movements or limits the sight, breeds with  a particular shape of the muzzle that hinders breathing).
Also the limitation of breeding to a few blood-lines in order to get a particular type can be dangerous for the same breed when the fixation of morphological characteristics is obtained by a thoughtless use of inbreeding.

Behavioural characteristics

The selection process in canine breeds has taken to set some peculiar behavioural factors that, together with the typical morphological characteristics, differentiate the domestic dog in the various breeds. As far as the typical characteristics of a breed are concerned, the behavioural characteristics aren’t less important than morphological ones and both them must be considered essential for plans of selection.
The correct and careful analysis of the typical behavioural characteristics  can help to contain some unpleasant behavioural deviations such as those nasty accidents we often read on the newspapers.
The objectives of selection that are developed in behaviour field must absolutely be based on a careful study of the behavioural schemes we want to select in order to evaluate the possibility a particular characteristic can be passed on, the differences in the various breeds  because of a determined aspect (an accurate assessment of the subject requires a specific understanding of the breed), the relationship between different behavioural characteristics. There are not very extensive researches carried out into  this argument  and it’s important to underline the close connection between hereditary characters and their referential population.

Attitude to work

In the course of domestication process, humans realized that they could use the dog for working:   he could help him on hunting, on guarding a house or a land or he could defend him or control sheep. The selection process for these different works took to differentiate the population of Canis familiaris in various groups.
The attitudes towards a specific work led to mate those subjects who behaved in a particular way; the result was the selection of some subpopulations characterized by a particular way of working, who could get the maximum of some behaviours and could limit the expression of some others.
The differentiation of the population according to the various attitudes to work led to a primary subdivision into “breeds”. This first classification provided the genetic material for the modern selection of canine breeds. We can so assert that modern breeds come from primitive work dogs.
The aim of selecting attitudes to work has been, for a long time, the crucial factor in breeding together with the search for an harmonious whole; nevertheless, this lost its importance when selection developed only morphological characteristics, limiting the possibility that the peculiar attitudes owned by many breeds could be passed on.
The use of dogs in work shows gives us the possibility to value them for their attitudinal characteristics; in order to that, it’s impossible to recognize the best ones without a sports comparison of the working characteristics. The attitudes to work of the different breeds are often in second place since they are less easily perceptible rather than the animal’s conformation that is quickly noticeable even to no experts. In some breeds, this dichotomy brought to select work lines and beauty lines. In dobermann breed the phenotype controls consider both attitudinal and behavioural aspects and morphological ones: this makes selection be more accurate and complete.

Well being

The evaluation of well being is connected to the way of breeding, that’s to say how the dogs are kept and where they live. Some kennel clubs regularly visit recognized breeding in order to check animals’ well being. Besides the concept of housing and management, we have also to consider the frequency of mating.
The specialized association and breeders  are responsible for giving directions in breeding and for suggesting the purposes to be achieved by selection. The efficacy of the measures that are taken in favour of the protected breed is as greater as higher is the number of breeders who share the initiatives of the club.
The phenotype controls must be intended as something only concerning the dog in question but as powerful instruments for evaluating the state of the breed on the whole.
Breed protection means study and genetic improvement of a population characterized by particular morphological features and behaviours. The evolution of the genetic research and the experience gained whilst selecting other animals of zootechnical interest leads to  select sires according to the genotype and not only to the phenotype. The availability of genetic tests to control some pathologies is very important, even if still limited; as far as other diseases are concerned, the selection must be based on phenotype evaluations both of the considered animal and of his parents.
Selection is the most important way by which specialized association and breeders can influence the genetic order of the breed. Its effect depends on the intensity of selection that has been applied in favour of or in order to remove a particular characteristic and, nevertheless, the genetic nature of the line in question; the index of possibility to inherit some characteristics is very important.
In fact the selection for those characteristics determined by more genes on which it’s possible to obtain an environmental effect (quantitative characteristics) depends not only on the choice of sires but most of all on the possibility to inherit the selected characteristic. If the intensity of selection or the possibility to inherit are low, so the progress will be extremely small.
It’s very important to give directions in breeding since the choice to mate some particular dogs and make them reproduce, excluding the others, subdivides the population into two groups according to the frequency of genes.
The sires should have a better genetic combination in relation to those qualities we want to select than the ones that have been considered not good for reproduction. The level of success in selection will depend directly on the ability to choose the group of sires, that’s to say how much the characteristics of the breed are known and rightly valued to make the best choice (phenotype and genotype controls).

            The evaluation of the characteristics of the type, attitude and character, can be considered the performance tests for the canine species. They allow us to evaluate a dog for his morphological characteristics and attitudes. The level of functionality of phenotype controls depends on two factors: the accuracy of the evaluation and the possibility to inherit the considered characteristic.
The evaluation of the characteristics capable of being passed is still limited about dogs, but some  studies about other species confirm that traits that involve weight, height and type can be easily transmitted while reproductive characteristics are less inheritable. Behaviour and attitudes can be more or less inheritable according to the characteristic in question.
We talk about progeny test when the choice of sires is based on the results of the offspring rather than of the same sire.
The correct evaluation by progeny test must be done, for instance, by mating the sire we want to evaluate with a group of bitches of various level who have been chosen at random; then we have to examine a high number of his offspring grown in environments as much as possible different. Only in this way we can have a correct evaluation of the considered sire.

Pierluigi Pezzano

 

Bibliography

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  • Roberto Lotta: Elementi di miglioramento genetico in cinologia. Edizioni Università di Pisa
  • Norme Tecniche Libro Genealogico Del Cane Di Razza D M 21203 – 8 marzo 2005
  • AA.VV. 2001, Central Breeding Policy of the Dutch Kennel Club (DKC).pp 1-17.
  • Bell, J.S., 1999. Developing a healthy breeding program. 1999 AKC National Parent Club Canine Health Conference.
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  • Willis, M.B., 1995. Genetic aspect of dog behaviour with particular reference to working ability, in The domestic dog its evolution, behaviour and interaction with people.Edited by James Serpell. Cambridge University Press, Cambridge, UK. pp. 51-64.
  • Willis, M.B., 1989. Genetics of the dog. Howell Book House, New York, U.S.A. pp 63-101.

Quand etre un amoureux n’est pas suffisant.

Sélection, consanguinité et amélioration du Dobermann
                                                              Par Pierluigi Pezzano  
                                                                                  Traduit par patricia Ruiz

Parmi les diverses raisons qui peuvent inciter à choisir un chien de race pure, la possibilité de prévoir ses caractéristiques physiques et comportementales occupe un rôle de première importance. Le processus de dressage des chiens a commencé il y a environ 14000 ans, au fil du temps l’homme a décrété la naissance de plusieurs races différentes en favorisant la reproduction et, de part cette sélection, de ces qualités adaptées à certains besoins déterminés: l’attitude envers la chasse, la garde Ou le contrôle du bétail. Cela a amené à une sélection directe des caractéristiques comportementales et à une sélection indirecte de certaines caractéristiques morphologiques comme la forme de l’oreille externe ou de la couleur de la robe.
À la fin du XIX e siècle, l’avènement des registres officiels (studbooks / les standards) qui s’appuyé uniquement sur l’élaboration de normes morphologiques, a toutefois provoqué, dans de nombreux cas la perte de importantes des aptitudes au travail.
En Italie, l’institution qui a pour but de contrôler la population pure race canine est le ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana).
L’article 2 du Statut social: “Les éleveurs ENCI est une association avec aspects économiques et techniques, visant à protéger les races canines en améliorant et en augmentant la reproduction, ainsi que de réglementer et de promouvoir leur utilisation et de la valeur pour des raisons zootechniques et sportive… “La réglementation concernant la constitution de sociétés spécialisées est décrite par l’article 21 du statut social, qui explique aussi sa mission:« Le conseil d’administration de l’ENCI reconnaît que ses membres avec le nom d’association de Race spécialisées et donne sa reconnaissance à ces associations qui sont légalement constituées par des propriétaires de chiens inscrits sur le livre généalogique, qui prennent soin de la population de l’amélioration génétique, l’étude, la valeur de l’incrément et de l’emploi d’une seule race ou d’un groupe de semblables races, leur confiant la recherche et les tâches de vérification et de s’entendre avec eux au sujet de certaines formes d’intervention visant à atteindre les programmes poursuivis par l’Association. Les associations spécialisées sont également invités à donner des appuis techniques à la commission technique centrale a indiqué le guide de la discipline livre généalogique… “
De cette façon, la sélection et l’amélioration génétique de la race devenue la condition essentielle pour réaliser la mission des associations de Race spécialisées.

Le règlement technique des Race de l’Italie aide à ce travail de sélection et d’amélioration génétique et de la distinction entre la reproduction et la normale, sélectionner la reproduction. Donc, tous les parents des portées inscrites sont enregistrés ordinaires ou lignés sélectionnées. Pour ce qui est du Dobermann, une lignée dite sélectionnée doit être inscrite sur le ROI et doit satisfaire les conditions suivantes:

- ZTP obtenue avec la qualification 1A ou 1B;
- Brevet ENCI 2 ou SCHH ou IPO organisée par AIAD;
- Indemne de tares oculaires déclaré certifié par un vétérinaire.

Ces conditions sont également requises pour les chiens qui sont importés et inscrits sur le Registre du livre généalogique afin d’être admis à la « reproduction sélectionnés ». En cas de saillie ou d’insémination artificielle par un étalon étranger, les descendants seront inscrits comme «nés de parents sélectionnés” seulement si les parents possèdent les conditions requises. Les descendants de parents sélectionnés auront un autre certificat généalogique ou sera mentionné « nés de parents sélectionnés ».
Le ENCI est une association d’éleveurs et comme l’est également AIAD, le premier à expérimenter et à promouvoir la reproduction sélectionnées en Italie, et donc il se doit d’accélérer son processus afin de rester à l’avant-garde.
Jusqu’à présent, l’étape la plus importante, à juste titre considérée comme le fondement du progrès dans l’amélioration génétique, est l’inscription de la performance des chiens et certaines identification. Dans notre domaine, le choix des ascendants pour être sélectionnés a été basé sur la notion que les animaux avec les meilleurs phénotypes ont également le meilleur génotype. La précision de cette évaluation a été progressivement améliorée par la comparaison et le choix des chiens avec une ressemblance génétique supérieure à la moyenne de la population (Championnat, l’évaluation des performances, l’évaluation statistique des qualités génétiques (valeur) des ascendants en fonction de la descendance ceci grâce à la base de données des ZTP, de l’évaluation des pedigree, la détermination exacte de la consanguinité connu sur sept ou dix générations).
Mais je crois que, aujourd’hui, nous ne pouvons pas ni nous passé d’un registre plus precis des performances ni même des caractéristiques phénotypiques de nos dobermanns, basée sur des faits précis et testé des modèles de mesure linéaire. De toute évidence, ces évaluations sont hors de portée de la moyenne des éleveurs mais plus structurée des organisations (centres spécialisés) capable de stocker et utiliser les données.
Sous cet angle, le programme de sélection nous permettra de choisir les meilleurs géniteurs (le top) et à rejeter le pire, dans le but d’essayer d’améliorer la fréquence des gènes favorables.
Ceci peut être réalisé en sélectionnant ceux qui ont le phénotypiques avec les plus hautes qualités, avec la conviction que leurs meilleures qualités peuvent être transmises à leurs descendants, d’obtenir, enfin, l’amélioration recherchée.
La politique de l’Association spécialisée doit se concentrer sur la sélection des types sains, toujours en se référant à la population appartenant à la race et les caractéristiques de la race décrite sur la norme officielle. L’amélioration génétique d’une population animale est poursuivie d’après ce qui est choisie pour la future génération.
Aujourd’hui, nous savons que la sélection d’espèce à espèce et de l’espèce à la race se passe car il y a une perte de gènes et de l’augmentation de la homozygosité, ce qui est la raison pour laquelle un accouplement entre deux chiens ne peut pas produire un chat et un accouplement entre deux dobermanns ne peut pas produire un lévrier (même si parfois ça ressembler à quelque chose de ce genre…).
Donc, nous devons considérer que, étant donné qu’une grande partie du patrimoine génétique de l’original a été perdu dans la caractérisation des espèces et une autre grande partie à définir la race, puisque le processus de sélection implique une substantielle augmentation de l’homozygosité - pas seulement en raison de consanguinité ;les gènes d’un chien moderne sont, pour la plupart homozygote. Maintenant, nous avons besoin de savoir que seule une petite fraction de gènes permet à l’éleveur de procéder à la sélection et l’amélioration génétique et donner sa propre empreinte sur le Dobermann moderne. Donc, quand nous parlons de la consanguinité, ou facteur de consanguinité (F), et nous le mesurons, nous devons garder à l’esprit que cette mesure se réfère à une petite partie du patrimoine génétique de notre dobermann. Nous devons également établir clairement que le facteur de consanguinité (F), ne peut être considéré comme une conséquence directe de l’ homozygosité parce que les deux allèles transmis par les différents ancêtres pourraient avoir déjà été fonctionnellement identiques.
Afin d’éviter tout malentendu sur le mot consanguinité, je tiens à préciser que, étant donné qu’il est le résultat de l’accouplement de la même famille, il fait partie des systèmes d’accouplement et que, même s’il est très utile au calcul de consanguinité (F ), cette dernière n’est pas, comme quelqu’un dit, “une méthode de sélection”, et il est inutile à l’évaluation génétique des ascendants, qui est effectuée selon des méthodes scientifiques. Il s’agit d’une étape dans le processus de sélection.
Par conséquent, nous pouvons affirmer que le mot “consanguinité” est à utilisé à mon avis, en association avec trois significations différentes, c’est-à-dire:
- Consanguinité de l’individu (ou d’une population), c’est un indice de l’individu homozygote (ou de la population) qui peuvent être mesurées par des méthodes utilisant le coefficient de consanguinité (ou de consanguinité) (F), et qui va de 0… à 1.
- Consanguinité comme un système d’accouplement, utilisé à la fois comme un système ordinaire de l’accouplement entre des individus dont on connaît le lien de parenté, et dans la pratique de linebreeding (accouplement intérieur de la lignée). Il est l’un des instruments pour l’amélioration génétique et donne des résultats plus ou moins avantageux. De cette façon, la consanguinité peut être considéré comme un filtre dont l’efficacité, dans l’immédiat ou dans le cours du temps, dépend de l’exactitude et de la connaissance spécifique de celui qui détermine son intensité et sa manière.
- Consanguinité entre deux individus, utilisé comme une mesure de leur lien de parenté, car il est fait référence à un coefficient de consanguinité appelé Falconer, forme différente à celle décrite sur le point 1), et avec lesquels il ne doit pas être confondue.
Nous ferions mieux d’éviter ce terme (et utiliser le terme “relation familiale), afin de garder loin des malentendus.
Nous savons aujourd’hui que la consanguinité, en soi, n’est pas tel ou tel action négative ou positive, puisque, avec (par x) gènes homozygotes, il amène à une épuration progressive du patrimoine génétique appartenant à la famille ou à la ligne fondateurs.
Comme je l’ai déjà dit, dans l’amélioration génétique des dobermann le processus de sélection est orientée vers le choix des animaux avec la plus grande reproduction des facteurs génétiques (additif facteurs génétiques), et elle emploie les différences existantes en matière de reproduction entre les différents facteurs étudiés pour les chiens d’ascendance Ou de sang.

  • Il ya trois étapes dans le processus de sélection:
  • La mesure et l’enregistrement des caractéristiques;
  • L’évaluation génétique des ascendants;

Le choix des ascendants.
Un programme de sélection peut être organisé comme suit:

  • Fixer les objectifs de la sélection: les caractéristiques morphologiques et de comportement qui  doivent être améliorés;
  • Organiser la sélection décrit: la voie de la réalisation des objectifs;
  • Examiner la disponibilité et l’efficacité des instruments de sélection;
  • Vérifier le cours des programmes de sélection

La sélection est plus facile quand c’est un seul caractère à être sélectionné (par exemple: la hauteur du garrot), mais, d’autre part, l’élevage de chiens de pure race doit sélectionner plusieurs caractéristiques qui impliquent à la fois le type de morphologie et de ses attitudes Et les aspects liés au comportement. Il est donc très important de définir les caractéristiques à sélectionner pourquoi, et même de déterminer la bonne manière d’atteindre les objectifs fixés.
Après avoir étudié et vérifié les objectifs de la sélection, nous avons besoin de planifier la stratégie pour les atteindre.
C’est le schéma de sélection: pour définir quelles seront les géniteurs de la future génération.
D’un point de vue génétique, la sélection devrait viser à déplacer la moyenne de la population et pas seulement à produire que quelques éléments en suspens.
En fait, les éléments remarquables proviennent selon un chois très précis de reproduction et de ce fait, elles ne sont que s’ils sont en mesure de montrer des signes d’amélioration génétique de leur descendants, en moyenne, comparativement à la population relative.
Toujours en gardant à l’esprit que chaque individu passe à ses descendants une moitié de ses propres gènes et que, en raison des effets additifs des gènes, qu’ils représentent la capacité ou l’aptitude de l’une à transmettre unique (Transmitting Ability) ou de l’ETA (aptitude estimée de transmission), qui est égal à la moitié de son facteur de reproduction.
Le concept de sélection est strictement liée à celle d’une intensité de la sélection, c’est-à-dire l’indice qui montre à quel point le choix des ascendants est limité, en fait, si on part du principe que les meilleurs ascendants 20% de la population, il est intuitif d’en attendre, parmi eux, un plus grand progrès plutôt que d’avoir considéré le meilleur 60% de la population.
Quoi qu’il en soit, nous devons prêter attention au risque d’avoir un effet de « goulets d’étranglement génétique » qui peuvent causer la perte de caractéristiques et de l’appauvrissement génétique de la race (haute consanguinité).
Par conséquent, après avoir fixé les objectifs et les programmes de sélection et fait les instruments disponibles, nous avons besoin de vérifier l’efficacité de ces programmes et les résultats qui ont été produits par eux. Tout ça nous assurer que nous allons dans la bonne direction et en connaître le rythme.
Afin d’être en mesure d’appliquer un programme de sélection nous avons besoin d’une source d’information précise sur la population qui nous intéresse. Une vaste connaissance de la race et les différentes caractéristiques morphologiques et comportementales que nous voulons sélectionner fournit une base solide pour tout plan de Sélection. Même les corrélations génétiques des différentes caractéristiques avec la possibilité d’hériter d’eux doit être soigneusement étudiées.
Dans chaque programme de sélection, les facteurs déterminants physiologiques sont les suivants: l’héritage possible, la variabilité génétique et corrélation.
La base des objectifs de la sélection peut se résumer en quelques mots: la santé, l’attitude envers le travail, le comportement, le type - morphologie, le bien-être.
Les objectifs de sélection peuvent concerner la rapidité de l’apprentissage, de l’élimination d’une pathologie génétique ou l’amélioration de certaines caractéristiques somatiques.
En somme, nous devons décider quelles caractéristiques nous voulons conserver et lesquels nous voulons donner de l’importance dans les nouvelles générations.
La façon dont les caractéristiques passent facilement détermine comment nous pouvons atteindre nos objectifs de la sélection. La réponse à la sélection peut être rapide avec des caractéristiques qualitatives codée par un gène unique, comme la couleur de la robe, ou elle peut exiger de nombreuses générations, par exemple dans le cas des caractères quantitatifs codés par plusieurs gènes en fonction et proportionnellement à la Environnement (par exemple HD).
Le but de l’élevage déterminé par les objectifs de sélection doit toujours être orienté vers l’intérêt de l’ensemble de la population plutôt que de quelques éléments. La santé est le premier objectif parmi ceux ci-dessus, l’importance de la sélection des types sains est qu’il faut trouver les problèmes liés à une tendance à exagérer les caractéristiques morphologiques décrits par la race standard (hypertype).
Alors que la planification de l’élimination de pathologies génétiques, nous devrions accorder une attention particulière à ces pathologies génétiques qui causent la mort ou ceux qui en souffrent, ou qui ne peuvent pas être contrôlées. L’un des premiers objectifs est de réduire le nombre de chiots affectés par des pathologies depuis leur naissance. La disponibilité des tests pour identifier précocement les chiens touchés par la pathologie et les transporteurs peuvent faire de la gestion de la pathologie génétique plus facile, même si il est très important de savoir toujours leur exactitude.
Un important concept de base est que les mutations et les troubles génétiques sont strictement liés à la vie et seront toujours présents à des degrés divers. Tous les organismes vivants, plantes ou animaux, sont caractérisés par un nombre élevé de gènes qui contribuent à la vie et à contribuer à l’adaptation et la survie des espèces, mais aussi par un certain nombre de négatifs, et même des gènes létaux.
Pour obtenir le phénotype uniformité nous employons la sélection par la consanguinité, c’est-à-dire un accouplement entre les animaux dans le sang. Le résultat de cette méthode peut être très négatif lorsqu’elle est appliquée à la population fermée sans une bonne préparation et la détermination des critères (avec des chiens de races sans registres). Nous pouvons avoir, en fait, une perte du matériel génétique et de la variabilité génétique utile pour l’étude de plans de sélection. Le danger est qu’il existe une forte probabilité que des gènes négatifs peuvent être transmises par les parents en raison de la réduction de la variabilité génétique.
La tendance est que, dans une race, le nombre de troubles diminue tandis que la fréquence augmente, elle aussi, peut-être que le trouble génétique et son degré devienne, plus ou moins intrinsèque à la race elle-même. Depuis l’approche du problème dépend de la race qui est à l’étude, de toute évidence, la centralité de la société spécialisée sur l’étude et l’élaboration de plans d’élevage. Une sélection limitée à quelques caractères peut apporter une réduction négative des ressources génétiques de la race.
Les effets négatif de la consanguinité sont connus dans le monde entier et peuvent être résumés à l’augmentation de la fréquence de tous les défauts génétiques et aux malformations dues à des gènes récessifs et de l’augmentation des caractères quantitatifs négatifs de la consanguinité, en particulier de ceux liés à la capacité d’adaptation (domaine de la reproduction, de la maladie d’endurance, la longévité…).
À toutes fins utiles, voici les niveaux jugés dangereux pour le coefficient de consanguinité des animaux reproducteurs par de célèbres experts. Selon les résultats de certaines expériences de différents chercheurs sur les diverses espèces animales, dont la consanguinité (relation de la naissance de la même famille) avait été amené avec une intensité différente et pour plusieurs générations, on s’est rendu compte que les effets néfastes ont commencé à apparaître au la valeur de F = 0375 (Van Vleck et al., 1987). Ces experts affirment que des valeurs plus basses ne sont pas considérées comme dangereuses.
Une valeur comme 37,5% de consanguinité peut être atteint que dans deux générations d’accouplement étroites entre « frères ». C’est pourquoi, afin de prévenir les effets néfastes de la consanguinité, il serait préférable d’éviter l’accouplement entre parents proches, dans ce cas, les frères et entre proches parents - fils. Selon Robinson (1990), au contraire, les valeurs qui sont inférieures à 0,5 ne sont pas considérées comme dangereuses.
À cet égard, nous devons prêter attention à ce que Bell (1993) dit sur la nécessité de passer à la mesure du coefficient de consanguinité au-delà de la 5ème génération (jusqu’à la dixième, au moins) à cause de la soi-disant consanguinité des antécédents, qui correspond au quota de consanguinité qui s’accumule dans ces générations.
Le phénotype de contrôles ont un rôle clé dans l’évaluation des objectifs de sélection, et doit porter sur les domaines suivants: la morphologie, les caractéristiques du comportement et attitude au travail.


Morphologie et type
Le standard de race du dobermann traite des caractéristiques idéales qu’un élément appartenant à une certaine race devrait avoir (type), mais c’est à des éleveurs de chiens de produire, autant que possible, semblable à ce type idéal. L’un des principaux objectifs de sélection des clubs de race est la poursuite du type. L’objectif n’est pas seulement de maintenir la race mais aussi pour l’améliorer; il n’y a rien de mal à essayer d’améliorer les caractéristiques morphologiques d’une race, mais ce processus requiert les précautions nécessaires.
Une tendance à exagérer les caractéristiques morphologiques (hypertype) peut être négatif, non seulement pour celui qui est dans cet état, mais pour l’ensemble de la race si on considère l’aspect génétique.
Tout d’abord, nous devons éviter l’hypertype qui peut influer sur la physiologie de l’animal: la recherche d’exagérer des caractéristiques, notamment sur les races, peut affecter la santé et le bien-être et parfois ces effets peuvent être également plus contraignant (par exemple: races qui font habituellement l’utilisation de l’insémination artificielle ou césarienne quasi - systématique, sur de nombreuses races et problème de pelage hirsute qui réduit considérablement les limites de mouvements ou problème de la vue, problème lié une forme particulière du museau qui entrave la respiration pour certaine race).
Aussi la limitation à la reproduction de certaines lignèes afin d’obtenir un type particulier peut être dangereuse pour la même race lorsque la fixation des caractéristiques morphologiques est obtenue par une utilisation irréfléchie de consanguinité.
Caractéristiques comportementales
Le processus de sélection des races canines a chercher à fixer quelques facteurs comportementaux qui, avec les caractéristiques morphologiques typiques, permet de différencier le chien domestique dans les différentes races. Pour ce qui est des caractéristiques typiques d’une race, les caractéristiques comportementales ne sont pas moins importantes que celles morphologique, et les deux doivent être considérés comme essentiels pour les plans de la sélection.
Une analyse attentive des caractéristiques typiques de comportement peut aider à contenir certains écarts de comportement désagréable comme celles des accidents nous avons souvent lu dans les journaux.
Les objectifs de sélection qui sont développés dans le domaine du comportement doit absolument être fondé sur une étude attentive des schémas de comportement que nous voulons sélectionner dans le but d’évaluer la possibilité qu’une caractéristique particulière soit transmises, les différences entre les races sont déterminées en raison de différents aspects (une évaluation précise de la question requiert une compréhension de la race), la relation entre les différentes caractéristiques comportementales. Il n’y a pas de recherches très étendues effectuées sur cet argument, et il est important de souligner le lien étroit qui existe entre les caractères héréditaires et leur référentiel population.


Attitude au travail
Au cours des processus de domestication, l’homme a compris qu’ils pouvaient utiliser le chien de travail: il pourrait l’aider à la chasse, le gardiennage d’une maison ou il pouvait le défendre ou contrôler des moutons. Le processus de sélection pour ces différents travaux a eu pour effet de différencier la population de Canis familiaris dans divers groupes.
Les attitudes à l’égard d’un travail conduit accoupler les sujets qui sont comportés d’une manière particulière, le résultat a été le choix de certains sous - caractéristiques par un mode de travail particulier, qui pourrait obtenir le maximum de certains comportements et pourrait limiter l’expression de quelques autres .
La différenciation de la population selon les diverses attitudes envers le travail conduit à une subdivision primaire en «races». Ce premier classement fournit le matériel génétique moderne pour la sélection des races canines. Nous pouvons donc affirmer que les races modernes proviennent de travail des chiens primitifs.
Le but de la sélection des attitudes au travail a été, pendant longtemps, le facteur crucial dans la reproduction ainsi que la recherche d’un tout harmonieux, mais son importance s’est dégradée lors du choix développé uniquement d’après les caractères morphologiques, en limitant la possibilité que les attitudes propres détenues par de nombreux éleveurs pourraient être répercutés.
L’utilisation de chiens dans le travail nous montre la possibilité de les évaluer pour leurs attitudes caractéristiques dans le but d’occuper ce poste, il est impossible de reconnaître les meilleurs d’entre eux sans le sport comparaison des caractéristiques de travail. Les attitudes envers le travail des différentes races sont souvent en second lieu, car ils sont moins facilement perceptibles, plutôt que de la conformation de l’animal qui est rapidement visibles même à des yeux non - experts. Dans certaines races, cette dichotomie a découlée sur des lignées de travail et sur des lignées de beauté. Le phénotype contrôlé de la Race Dobermann considère à la fois les attitudes et les comportements et les aspects morphologiques proches: cela rend la sélection plus précises et complètes.


Bien-être
L’évaluation du bien-être est lié au mode de reproduction, c’est-à-dire la façon dont les chiens sont conservés et où ils vivent. Certains clubs se rendent régulièrement dans des élevages reconnues dans le but de vérifier le bien-être des animaux. Outre la notion de logement et de la gestion, nous avons également à examiner la fréquence d’accouplement.
L’association et les éleveurs spécialisés sont chargés de donner des directives en matière de reproduction et de suggérer les buts à atteindre par la sélection. L’efficacité des mesures qui sont prises en faveur de la race dépende du nombre d’éleveurs qui partagent les initiatives du club.
Le contrôle du phénotype ne doit pas être conçue uniquement comme quelque chose concernant le chien en question, mais aussi comme de puissants instruments pour l’évaluation de l’état de la race dans l’ensemble.
La protection de la race nécessite l’étude et l’amélioration génétique d’une population caractérisée par certaines caractéristiques morphologiques et de comportement. L’évolution de la recherche génétique et de l’expérience acquise, tout en choisissant d’autres animaux d’intérêt zootechnique conduit à sélectionner des géniteurs selon le génotype et non seulement pour le phénotype. La disponibilité des tests génétiques pour contrôler certaines pathologies est très importante, même si elle est encore limitée, en ce qui concerne les autres maladies, la sélection doit être fondée sur des évaluations tant phénotype de l’animal considéré et de ses parents.
La sélection est la manière la plus importante par laquelle l’association et les éleveurs spécialisés peuvent influer sur la génétique afin d’améliorer la race. Son effet dépend de l’intensité de la sélection qui a été appliqué en faveur de ou dans le but de supprimer une caractéristique particulière et, néanmoins, la nature génétique de la ligné en question; l’indice de la possibilité d’hériter de certaines caractéristiques est très important.
En fait la sélection pour les caractères déterminés par plusieurs gènes sur lesquels il est possible d’obtenir des effets sur l’environnement (les caractères quantitatifs) dépend non seulement du choix des ascendants, mais surtout sur la possibilité d’hériter de la caractéristique sélectionnée. Si l’intensité de la sélection ou de la possibilité d’hériter sont faibles, de sorte que le progrès sera extrêmement faible.
Il est très important de donner des instructions dans les zones de reproduction, puisque le choix d’accoupler certains chiens et de les reproduire, à l’exclusion des autres, divise la population en deux groupes selon la fréquence des gènes.
Les ascendants devraient avoir une meilleure combinaison génétique en rapport avec ces qualités que nous voulons sélectionner que ceux qui ont été considérés comme n’étant pas bonne pour la reproduction. Le niveau de succès dans la sélection dépendra directement de la capacité de choisir le groupe de géniteurs, c’est à dire combien les caractéristiques de la race sont connus et appréciés à juste titre de faire le meilleur choix (le phénotype et le génotype contrôles).
L’évaluation des caractéristiques du type, de l’attitude et de caractère, on peut considérer les tests de performance pour l’espèce canine. Elles nous permettent d’évaluer un chien pour ses caractéristiques morphologiques et les attitudes. Le niveau de fonctionnalité des contrôles phénotype dépend de deux facteurs: la précision de l’évaluation et de la possibilité d’hériter de la caractéristique considérée.
L’évaluation des caractéristiques susceptibles d’être votée est encore limité sur les chiens, mais des études sur d’autres espèces de confirmer que les traits qui impliquent poids, la hauteur et le type de données peut être facilement transmis alors que les caractéristiques de reproduction sont moins héréditaires. Les comportements et les attitudes peuvent être plus ou moins héréditaire selon la caractéristique en question.
Nous parlons de test de descendance lorsque le choix des ascendants est basée sur les résultats de la descendance plutôt que le même père.
L’évaluation correcte de la progéniture d’essai doit être fait, par exemple, le père de l’accouplement que nous voulons évaluer avec un groupe de chiennes de divers niveaux qui ont été choisis au hasard, puis nous avons à examiner un grand nombre de ses descendants cultivés dans des environnements autant que possible différents. C’est seulement de cette manière nous pourrons avoir une évaluation correcte du géniteur.


Pierluigi Pezzano

 

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